Frida lascia la città DI NUOVO: destinazione Perù

Vi avevo accennato qualcosa riguardo al mio progetto di prendermi un anno sabbatico da dedicare al volontariato all’estero, vero?

Rientrata dall’Argentina ho lavorato per due anni con bambini e migranti, ho terminato gli studi e a gennaio, alla proposta di un altro contratto di lavoro HO RINUNCIATO. Ho sentito che era arrivato il momento di realizzare il mio piano diabolico, e così ho cominciato a fare mille domande per progetti, inviare candidature come se non ci fosse un domani, pensando “prima o poi qualcuno mi accetterà!”.

Sorpresa! 4 possibilità si sono aperte tutte nello stesso momento. Nel giro di due settimane ero stata selezionata per 4 esperienze diverse. E io ho scelto di

-rimandare il rimandabile,

-rifiutare la strada più facile e che non costituiva una sfida personale,

-provare per breve tempo un’esperienza che mi incuriosiva (il volontariato in Albania dell’ultimo post)

-accettare il progetto che mi sembrava più intenso: un anno come Corpo Civile di Pace in Perù! Sarò di servizio nelle periferie di Lima, lavorando con i migranti andini, in particolar modo i minori.

Torno in America Latina e ancora non me ne rendo conto.

Le paure e le paranoie a momenti si moltiplicano, poi si allontanano per lasciare spazio alla gioia serena di chi preferisce lasciarsi andare, sarà quel che sarà. La sfida è costituita dal fatto che per la prima volta mi metto alla prova sul serio nel mondo delle ONG, dei progetti di sviluppo e cooperazione, di nuovo in balìa del fuso orario e stavolta sulle Ande. I paesaggi sede del progetto non sono troppo invitanti se si osservano le foto: tante casette ammassate a mo’ di baraccopoli, in un’area desertica e nebbiosa della capitale peruviana. Isolati paesaggisticamente, ma a contatto con la gente, questo scrivevano su Facebook al lancio del bando dei CCP. E allora proviamoci! Darò il mio meglio e spero, per quanto mi è possibile, di poter scrivere almeno una volta al mese una cronaca dal Perù, cercando (come sempre) di fare quella condivisione sana e genuina, per portarvi con me durante un’esperienza così unica a scoprire una realtà lontana con la quale sarebbe difficile entrare in contatto altrimenti.

Chissà quando riuscirò a incontrare le mie amiche Chayenne (brasiliana) e Lisz (boliviana), che ho salutato per l’ultima volta quando lasciai l’Argentina e che ho continuato a sentire ogni settimana da allora grazie ai santi Whatsapp e Skype! Chissà dove vivrò, chissà se i miei compagni di avventura CCP saranno simpatici, chissà se sarò all’altezza del progetto, chissà chissà chissà??!! In bilico tra ansia ed entusiasmo, vi saluto. Al prossimo aggiornamento direttamente dall’America Latina.

Partire è anche un lasciarsi andare, mollare la zavorra, socchiudere gli occhi come quando si guarda il sole, pigliare quel che viene.”
Claudio Magris, L’infinito viaggiare

 

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